Progetti e Finanza

Investire in Tunisia

PERCHE’ DELOCALIZZARE IN TUNISIA
(Estratto da “Tunisia Guida agli investimenti – Maggio 2012” a cura dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane)

1) COSTO DEI FATTORI DI PRODUZIONE
Il costo dei fattori di produzione è relativamente basso rispetto ai Paesi europei: il rapporto medio è di un quinto della media europea.

Costo del lavoro
L’ammontare dei salari è stabilito dal contratto collettivo per quel che riguarda il settore privato o negoziato liberamente tra datore di lavoro e impiegato nel rispetto dei minimi legali fissati per legge. Il Salario Minimo Garantito nel settore industriale (SMIG) è di 246,306 DT mensili (circa 130,00 €) per contratti di 43 ore lavorative settimanali e di 286,000 dinari mensili (circa 148,00 €) per il regime di 48 ore settimanali.

Salario pagato all’ora:
– regime di 48 ore alla settimana: 1,375 DT;
– regime di 43 ore alla settimana: 1,421 DT.

Per il settore agricolo (SMAG) la paga giornaliera è di 9,000 DT/giorno (poco più di 4,68 €), di 9,580 DT per gli operai specializzati e di 9.395 TND per gli operai qualificati.

Salari mensili di quadri e operai (a titolo indicativo):
– Direttore tecnico: 1000/1.200 DT
– Ingegnere qualificato: 1.000/2.000 DT
– Ingegnere: 800/1.200 D.T.
– Tecnico specializzato: 700/1.200 DT
– Tecnico: 600/900 D.T.
– Contabile di 1° livello: 500/900 DT
– Aiuto Contabile: 350/500 DT
– Operaio specializzato: 300/430 DT
– Commesso/fattorino: 250/430 DT
– Operaio non specializzato: 200/300 DT
– Apprendista: 70/100 DT
NB : 1 Dinaro Tunisino = 0,52 Euro circa

Oneri sociali
I contributi al sistema previdenziale (Caisse Nationale de Sécurité Sociale, CNSS) sono pagati per il 17,5% dal datore di lavoro e per circa l’8% dall’impiegato.
Il datore di lavoro trattiene sul salario dei dipendenti i contributi previdenziali sotto forma di trattenute alla fonte, così come i versamenti per la cassa per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali prevista dalla legge n. 94-28 del 21 febbraio 1994.

Costo dell’elettricità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costo del gas

Le tariffe di cui sopra sono maggiorate dalle seguenti tasse:
– 6 % sui prezzi dell’energia (tasse escluse)
– 17 % sull’ammontare del canone (tasse escluse)

Costo dell’acqua potabile

Organismo fornitore è la SONEDE (Società Nazionale per lo Sfruttamento e la distribuzione dell’Acqua).

 

 

 

 

 

 

Locazione commerciale

Sussistono essenzialmente due tipologie di locazione commerciale:
– il contratto di locazione;
– il contratto di gestione libera.

Il primo si distingue dal secondo perché dà accesso, dopo due anni di locazione, alla proprietà di un Fondo di Commercio (Fonds de Commerce). Ogni clausola per la quale un contratto di locazione non dia accesso alla proprietà del fondo è considerata dalla giurisprudenza tunisina come nulla e mai avvenuta.

La scelta della tipologia di contratto influisce direttamente sull’ammontare della locazione: il contratto del primo tipo avrà chiaramente un valore commerciale superiore rispetto a un contratto di gestione libera.

Quanto invece alla locazione di appartamenti e uffici, generalmente i costi sono notevolmente contenuti e molto più bassi di quelli praticati nei Paesi europei: variano tra i 500 e gli 800 DT al mese e sono ovviamente condizionati dalla tipologia dell’abitazione, dalla sua posizione etc.

2) TRATTAMENTO FISCALE

Imposte dirette (IRPP)

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’aliquota applicata va dallo 0 al 35% secondo il seguente schema:

 

 

 

 

 

 

 

 

Fatta eccezione per le riserve contenute nelle convenzioni internazionali e per gli accordi particolari, le imposte sui redditi sono obbligatorie per tutte le persone fisiche residenti in Tunisia e hanno per oggetto l’insieme dei redditi realizzati durante l’anno.
Sono considerati residenti :
– le persone che hanno la loro residenza abituale in Tunisia;
– le persone che risiedono in maniera continua o discontinua in Tunisia per almeno 183 giorni all’anno.

Sono considerati redditi imponibili: i redditi immobiliari, i redditi derivati da capitali e valori immobiliari, i trattamenti e le rendite vitalizie, i redditi derivanti da attività remunerate, i redditi derivanti da aziende in Tunisia e in generali tutti i redditi realizzati in Tunisia.

Le tasse sui redditi sono pagabili a partire dal 1° gennaio di ogni anno sui redditi dell’anno passato. Il personale straniero delle imprese totalmente esportatrici e di istituzioni off-shore ha la possibilità di optare per un regime di tassazione forfeitaria del 20 % calcolata sul salario lordo.

Imposte sulle società (IS)

Le società anonime sono passibili, oltre al pagamento della tassa fissa, dell’imposizione di una tassa di sottoscrizione e versamento del capitale.
Il Codice degli Investimenti ha previsto riduzioni e sgravi in funzione del settore e/o della tipologia d’attività dell’impresa quali sconti fiscali accordati sugli utili e sui profitti reinvestiti. Tali sconti vanno dal 30% (norma generale) sino al 100%, con riserva del pagamento di un minimo imponibile del 15% sui guadagni totali per le società e del 45% delle imposte sugli utili per le persone fisiche.

Il tasso imponibile sul reddito delle società è :
– del 30% sugli utili societari per le imprese operanti sul mercato interno (di diritto tunisino);
– del 10% per imprese del settore agricolo e della pesca. 

Incentivi fiscali:

1) esenzione totale per i primi 10 anni (misura prorogata fino al 31.12.2012) per:
– redditi da esportazione;
– progetti di sviluppo agricoli;
– progetti di sviluppo regionali.

2) riduzione del 50% della base imponibile per:
– redditi da esportazione a partire dall’undicesimo anno e per un periodo illimitato;
– progetti di sviluppo regionale per ulteriori 10 anni.

3) riduzione del 10% della base imponibile per:
– progetti nei settori dell’educazione, dell’insegnamento e della formazione professionale;
– progetti nell’ambito della protezione ambientale.

Infine, è prevista una tassa sulla formazione, equivalente all’1% dei salari e applicabile a tutti i settori ma è possibile beneficiare di un esonero dal pagamento di tale imposta laddove le società attuino programmi di formazione interna.

Imposte indirette (TVA)

L’imposta sul valore aggiunto ha un tasso base del 18% ed è applicata sull’85% dei prodotti. Si paga all’importazione, alla produzione, alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio in tutti i settori, a esclusione di quello agricolo e agroalimentare (produttori di pane, pasta…).
L’IVA pagata sugli acquisti è deducibile dall’IVA totale del giro d’affari.

Sono previsti tassi speciali per alcune tipologie di prodotti e servizi :
– 6% per prodotti a valenza sociale, medica ed educativa;
– 12% per beni e attrezzature non reperibili sul mercato tunisino (es. attrezzature per l’infomatica…) e per alcune attività di servizio (turismo, trasporti, elettricità, servizi di formazione, abbonamenti internet);
– 29% trasporti su strada, macchine, prodotti di lusso.

Diritti di Registrazione e Marche Fiscali

Questi diritti sono generalmente dovuti al momento della stipula di contratti o per il rilascio di documenti. Ad esempio, la registrazione degli statuti per la creazione d’impresa è soggetta al pagamento di un diritto fisso di 100 DT, eccezione fatta per le imprese totalmente esportatrici che ne sono esonerate.
I diritti d’accisa – variabili tra l’11 e il 60% (eccetto l’alcool) – sono applicati su un’ampia gamma di prodotti prevalentemente d’importazione e di lusso (es. tabacco, carburanti e veicoli).
Un regime preferenziale viene applicato alle imprese a “vocazione esportatrice” (offshore) e a quelle a “parziale vocazione esportatrice”.

Sgravi fiscali agli investimenti

Con la Legge 93-120 del 27 dicembre 1993, è stato introdotto il Codice degli Investimenti al fine di incoraggiare la partecipazione estera allo sviluppo economico del Paese.

Nell’ambito di questo programma è previsto che a ogni progetto d’investimento siano concessi dei benefici fiscali e finanziari e in particolare :
– deduzione fino a un massimo del 35% dell’imposta sui redditi per gli utili reinvestiti;
– riduzione totale dai dazi doganali ed esenzione dall’IVA per le attrezzature importate (i beni strumentali) se non esistono in loco;
– esonero dal pagamento dei diritti di dogane e delle tasse equivalenti e pagamento dell’IVA al 12% per l’importazione di macchinari non prodotti dall’industria tunisina;
– possibilità di scelta di un sistema di ammortamento decrescente per le attrezzature la cui durata superi i 7 anni;
– esenzione totale dal pagamento delle imposte sugli utili generati da esportazioni per i primi 10 anni (entro il 31.12.2012) e imposizione del 50% delle tasse per un periodo illimitato a partire dall’undicesimo anno.

Per i progetti d’investimento promossi da piccole e medie imprese o diretti a favorire trasferimenti di tecnologia, ricerca e sviluppo, protezione dell’ambiente, risparmio energetico, produzione e commercializzazione di energie rinnovabili e geotermia, possono essere concessi degli specifici vantaggi aggiuntivi.
Ulteriori vantaggi sono previsti a favore delle società totalmente esportatrici e di quelle che operano nelle  zone franche.
Godono altresì di particolari vantaggi anche le società dedite solo parzialmente all’esportazione che operano nelle zone di incentivazione allo sviluppo regionale (tutte all’interno del Paese) stabilite per decreto, le cosiddette micro-zone.

I principali vantaggi fiscali per le società operanti nelle zone d’incentivazione allo sviluppo regionale possono riassumersi nei seguenti punti :
– esonero totale dell’imposta sui redditi per un periodo di 10 anni e una riduzione del 50% per ulteriori 10 anni;
– esonero totale dell’imposta sui benefici e sui redditi reinvestiti;
– presa in carico da parte dello Stato dei contributi di sicurezza sociale ed esonero da quelli per alloggi sociali per i primi 5 anni di attività;
– contributo dello Stato a fondo perduto per la realizzazione delle strutture.

Tale fondo può variare dal 15 al 30 % del costo globale dell’investimento (esclusi i macchinari) a seconda della zona a sviluppo regionale dove è realizzato il progetto.

3) AGEVOLAZIONI PER GLI INVESTITORI ESTERI

Le agevolazioni di cui gli investitori esteri possono beneficiare sono molteplici e di varia natura e riconducibili soprattutto ai seguenti tipi di imprese:

Regime delle imprese “totalmente esportatrici” (off-shore)

Nelle off-shore, imprese totalmente esportatrici, gli stranieri possono detenere, secondo la legislazione tunisina, il 100% del capitale sociale e, in ogni caso, ne devono detenere almeno il 66 % qualora si voglia coinvolgere un partner locale con massimo il 34 % per quest’ultimo. Questa forma societaria rappresenta la condizione di presenza preferibile in Tunisia e viene infatti incentivata e promossa dal legislatore e dalle autorità tunisine.

Le imprese industriali totalmente esportatrici sono esenti dalla maggior parte delle imposte e i soli oneri ai quali sono soggette sono i seguenti :

– diritti e tasse relativi agli autoveicoli da turismo;
– tasse di risanamento;
– contributi per la sicurezza sociale, salvo le disposizioni previste per il personale straniero, oggetto di convenzioni speciali, e quelle concernenti le imprese dislocate nelle zone a sviluppo regionale.
Queste imprese sono inoltre esenti dalle imposte sulle società per i primi dieci anni di attività, sono tenute a pagare solo il 50% a partire dall’undicesimo anno. Godono inoltre del rimborso dell’IVA per gli acquisti effettuati localmente presso soggetti non imponibili per beni e materiali necessari per la costruzione della sede dell’impresa e del rimborso dei diritti e oneri doganali sulle attrezzature, materie prime e materiali importati o acquistati localmente per lo stesso scopo.

Infine, i quadri di nazionalità straniera di questo tipo di società possono essere al massimo 4; per ulteriori assunzioni è richiesta apposita autorizzazione da parte del Ministero della Formazione Professionale e dell’Impiego (M.F.P.E.).
I salari dei quadri devono essere corrisposti per il 50 % in Tunisia in valuta nazionale attraverso conti nominativi I.N.R.E. (Intérieurs non Résidents Exportation).
Le imprese residenti devono invece pagare i loro quadri stranieri integralmente in dinari, sempre attraverso i succitati conti, e i titolari hanno diritto a trasferire i loro salari nella misura del 50 %.
I salari degli stranieri sono soggetti a un’imposizione forfettaria pari al 20% dell’ammontare lordo.

Regime fiscale delle “Zone Franche”

Nel 1992 sono state istituite, con legge n. 92/81 del 3/8/92, due zone franche:
– Biserta, localizzata nel nord-est del Paese, particolarmente interessante per le aziende che hanno rapporti commerciali con i mercati del Mediterraneo;
– Zarzis, nel sud-est del Paese, importante per i contatti con i due mercati limitrofi: la Libia e l’Algeria.

Il vantaggio reale che tali zone offrono è rappresentato dal pacchetto di servizi amministrativi e commerciali interamente gestiti dall’autorità locale.

Le imprese con sede nelle zone franche non sono soggette che al pagamento di :
– imposte e tasse concernenti i veicoli turistici;
– dazio unico compensativo sui trasporti terrestri;
– contribuzioni a regime legale della previdenza sociale;
– tassa sulle società dopo l’undicesimo anno, calcolato a partire dalla prima esportazione.

Gli investimenti realizzati dalle imprese con sede nelle zone franche danno diritto a una deduzione di utili o profitti investiti nella sottoscrizione del capitale iniziale della società o nel suo aumento e di utili o profitti netti soggetti alle imposte sui guadagni delle persone fisiche o all’imposta sulle società.

Il personale straniero così come gli investitori e i loro rappresentanti stranieri incaricati della gestione dell’impresa beneficiano :
– del pagamento di un’imposta forfeitaria sui redditi al tasso del 20% del reddito lordo;
– dell’esonero da dazi doganali, tasse di effetto equivalente e tasse esigibili all’importazione degli effetti personali e di un veicolo turistico per ogni persona.

Regime delle imprese “parzialmente esportatrici”

Per quanto concerne la normativa sul commercio estero e il regime dei cambi, le società in questione sono considerate come residenti e devono rimpatriare in Tunisia il ricavato delle loro esportazioni.
Possono, peraltro, essere autorizzate ad aprire, per lo svolgimento della loro attività, conti professionali in divise convertibili alimentate dai loro proventi (fino al 20 %) e utilizzati per il pagamento delle loro spese all’estero, oppure dei conti professionali in divise convertibili.
Inoltre, gli investitori non residenti possono ritrasferire il capitale investito e gli utili che ne sono scaturiti in valuta.
La garanzia permane, in caso di cessione o liquidazione, anche se il ricavato è superiore al capitale inizialmente investito.

Per quello che attiene al regime fiscale, i vantaggi previsti in linea generale sono i seguenti :
– registrazione degli atti inerenti alla società al diritto fisso;
– sgravio parziale dalle imposte sui redditi o sugli utili investiti nella sottoscrizione in contanti del capitale o nell’aumento di questo;
– pagamento di IVA sulle attrezzature al tasso ridotto del 10% ed esonero delle imposte doganali;
– esonero per i ricavati delle operazioni di esportazione del pagamento delle relative imposte per i primi 10 anni di attività ed esenzione al 50% per gli anni successivi;
– concessione di premi d’investimento o parziale copertura delle spese infrastrutturali.

Inoltre, esistono vantaggi accordati in relazione all’attività di esportazione :
– sospensione dell’IVA per gli acquisti di materie prime e semi-lavorati utilizzati per produrre prodotti finiti destinati all’esportazione;
– rimborso dei diritti doganali e tasse sugli analoghi prodotti importati;
– rimborso dei diritti doganali e tasse sui beni strumentali importati in percentuale correlata alla cifra di affari in esportazione;
– cauzione forfettaria nel caso di prodotti importati in ammissione temporanea (circa il 5%);
– esenzione dall’imposta sulle società in proporzione alla cifra di esportazione.

Esistono infine vantaggi specifici legati all’attività dell’operatore o alla zona geografica nella quale opera l’impresa, soprattutto nel caso in cui si tratti di investimenti ritenuti particolarmente importanti per l’economia tunisina.

4) RIMPATRIO DEI PROFITTI 

La piena trasferibilità dei capitali investiti in valuta e degli utili ricavati dall’attività svolta costituiscono il cardine della normativa tunisina relativamente ai vari settori produttivi: industria, servizi, agricoltura, pesca e turismo.

Il principio della piena trasferibilità dei capitali esteri investiti e degli utili va applicato su scala generale, prescindendo dal fatto che l’attività svolta sia totalmente o parzialmente diretta all’esportazione.

Per quanto riguarda gli investimenti italiani, la garanzia è ancora più solida a seguito dell’accordo firmato il 17 ottobre 1985 tra l’Italia e la Tunisia per la promozione e la protezione reciproca degli investimenti (il relativo testo è reperibile presso l’Ufficio ICE di Tunisi, (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane).

Il trasferimento degli utili nel caso di società mista è consentito per la parte percentuale corrispondente alla quota sociale dell’investitore estero, mentre per il capitale è autorizzato anche il trasferimento dell’eventuale plus-valore realizzato nei vari anni di attività, purché risulti da una contabilità regolarmente tenuta e purché tutte le operazioni bancarie di trasferimento di profitti all’estero passino attraverso la Banca Centrale Tunisina (B.C.T.), che svolge funzioni analoghe a quelle della Banca d’Italia.

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