Progetti e Finanza

Investire in Serbia

1) PERCHE’ DELOCALIZZARE IN SERBIA (fonte siepa)

IMPOSTE DIRETTE ED INDIRETTE

Imposte sul reddito delle società
Il regime fiscale in Serbia è molto favorevole per le società. L’imposta sugli utili aziendali è la seconda più bassa in Europa, mentre l’IVA – Imposta sul Valore Aggiunto è tra le più competitive in Europa centrale ed orientale.

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Imposta sul Valore Aggiunto
Le aliquote IVA sono le seguenti:
– L’aliquota IVA ordinaria – 18% (per la maggior parte delle operazioni imponibili);
– L’aliquota IVA ridotta – 8% (per i prodotti alimentari di base, quotidiani, utilities, ecc.).

Investimento Serbia 2

Imposta sugli utili aziendali
Per il pagamento dell’imposta sull’utile d’esercizio sociale viene applicata l’aliquota uniforme del 10%. I non residenti sono tassati solo in base al loro reddito generato in Serbia.

Investimento Serbia 3

Ritenuta fiscale
La ritenuta fiscale non viene applicata sulla distribuzione degli utili tra società serbe. Per i non residenti viene calcolata una ritenuta fiscale del 20% su alcuni pagamenti come i dividendi, i redditi di capitale, i redditi da partecipazioni, gli interessi, le plusvalenze, i canoni di leasing per beni immobili e altri beni.

Imposta sul reddito delle persone fisiche
Imposta sul reddito delle persone fisiche è del 12% per gli stipendi.

Investimento Serbia 4

Imposta sul reddito annuale
Il reddito annuale viene tassato nel caso in cui il suo valore supera l’importo triplice dello stipendio medio annuale in Serbia. L’aliquota fiscale è del 10% per il reddito annuo di cui il valore sia tra 3 e 6 volte lo stipendio medio annuale delle retribuzioni in Serbia, e il 15% per la parte del reddito annuo superiore a 6 volte lo stipendio medio nella Repubblica.

COSTO DELLA MANODOPERA E ONERI PREVIDENZIALI E ASSICURATIVI

Costo della manodopera
Gli stipendi medi in Serbia sono piuttosto bassi, in quanto garantiscono un ottimo rapporto costo-efficienza nella produzione. I costi totali per i datori di lavoro sono circa il 50% rispetto al livello dei paesi dell’Europa orientale. I contributi per la previdenza sociale e l’imposta sugli stipendi sono circa il 65% dello stipendio netto, ma i costi fiscali per i datori di lavoro possono essere ridotti attraverso i diversi incentivi finanziari e fiscali disponibili.

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Contributi per la previdenza sociale
Le aliquote dei contributi previdenziali obbligatori sono:

  • 11% per la pensione e l’assicurazione contro invalidità,
  • 6,15% per l’assicurazione sanitaria,
  • 0,75% per l’assicurazione contro la disoccupazione.

COSTI DI UTENZE COMUNALI

Elettricità
L’ente nazionale per l’energia elettrica,la Elektroprivreda Srbijeè al 100% di proprietà dello Stato ed è l’unico fornitore di elettricità al momento. Il prezzo dell’energia elettrica varia a seconda della categoria di consumo e della tariffa scelta, la quale può variare tra Euro 0,0112 ed Euro 0.0487 per kWh.

Gas
In qualità di fornitore di gas in Serbia, l’azienda statale Srbijagas determina la politica dei prezzi in conformità con il prezzo mondiale di derivati del petrolio e con le fluttuazioni del tasso di cambio del dollaro americano. Il prezzo del gas naturale viene aggiornato ogni 15 giorni ed è attualmente pari a 0.3057 Euro/m3.

Acqua
Gli acquedotti in Serbia sono gestiti a livello comunale ed i prezzi sono determinati singolarmente da ciascun ente.

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(Fonte: www.siepa.gov.rs)


2)
COSA IMPORTARE

Nei primi otto mesi del 2010, l’Italia ha riacquistato la posizione di primo acquirente dalla Serbia. Risultano particolarmente competitive le industrie del comparto del legno-mobile, del settore agro-alimentare e in generale, di tutti i comparti che, indipendentemente dalla tecnologia usata, risultano avere una particolare incidenza dei costi del lavoro.

3) COSA ESPORTARE

L’Italia è stata nel 2009 il terzo Paese fornitore della Serbia, preceduto dalla Federazione Russa (gas e petrolio) e dalla Germania.

La quota maggiore delle esportazioni riguarda i settori ferro e acciaio, abbigliamento, metalli non ferrosi e calzature. Va comunque considerato che una componente rilevante delle esportazioni serbe verso l’Italia è rappresentata da lavorazioni in conto terzi commissionate da imprese italiane, soprattutto nei settori delle calzature, del tessile-abbigliamento e del legno-arredamento e dalle produzioni effettuate dalle numerose aziende italiane che hanno investito nel Paese.

I settori merceologici più rilevanti per il 2010, per quanto riguarda le importazioni serbe dall’Italia sono stati: filati, tessuti e altri prodotti tessili, macchine d’impiego generale per l’industria, pelle e pelleteria, abbigliamento. Importanti sbocchi può avere l’agro-alimentare italiano, ad oggi poco presente, soprattutto olio, vino e gli agrumi chela Serbia non può produrre per motivi climatici.

4) LA SERBIA, PORTA D’INGRESSO PRINCIPALE PER IL MERCATO RUSSO.

L’accordo di libero scambio con la Russia, prevede la graduale eliminazione delle barriere all’esportazione dei prodotti di Serbia verso il mercato russo. L’accordo stabilisce che è il paese importatore che regola le questioni relative all’origine dei prodotti, in conformità con i principi dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Ad aprile 2009 l’accordo è stato ulteriormente allargato ed attualmente il 95% delle voci doganali è esente dai dazi. L’accordo non si applica agli autoveicoli.

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